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Antonella Notarpietro

Perché ci ammaliamo quando fa freddo?

È una di quelle questioni che, almeno nella cultura popolare, ha già trovato la sua risposta. Non prendere freddo che poi ti prendi un bel raffreddore, se non un’influenza vera e propria. Eppure la scienza ha risposte meno nette in materia, più sfumate, perché il legame causa effetto tra freddo-raffreddore (in questa sede ci limitiamo a questo soprattutto e non alle malattie da freddo vere e proprie) è meno saldo di quel che si crede. Anzi più propriamente potremmo spingerci forse a definirlo uno dei falsi luoghi comuni legati al freddo. Ma cosa dice la ricerca in materia?

Vicini vicini
Che esita una correlazione tra freddo e raffreddore, o freddo e influenza, è noto. Il freddo, almeno indirettamente, ci porta a stare più al chiuso, a spendere più tempo vicino ad altre persone. La vicinanza con possibili fonti di contagio rappresenta di per sé un fattore di rischio, aumentando le probabilità di ammalarsi, come ribadiscono da tempo gli esperti: più siamo vicini, più aumenta la possibilità che si venga contagiati, entrando in contatto o respirando la stessa aria contaminata, da qualche microrganismo. Eppure la vicinanza è solo un pezzo del puzzle.

Caldo-freddo, umido-secco: questione di ambiente
Anche le condizioni degli ambienti indoor durante l’inverno potrebbero aumentare le possibilità di ammalarsi. Per esempio il riscaldamento degli ambienti tenderebbe a ridurre l‘umidità, compromettendo la funzionalità del muco nasale e la sua capacità di combattere i virus. Non solo, gli shock termici sperimentati d’inverno favoriscono l’irritazione delle vie aeree compromettendone la normale efficienza, ma anche la qualità dell’aria può comprometterla. E ancora: l’umidità, rispetto ad un’aria più secca, aiuterebbe anche i virus a rimanere meno in circolo, decadendo più velocemente, di fatto diminuendo l’infettività.

Virus e risposte virali
Uno studio della Yale University invece aveva indagato le capacità del sistema immunitario di contrastare i rhinovirus, gli agenti patogeni del raffreddore comune, scoprendo come le basse temperature indeboliscano la risposta delle nostre difese ai virus“Temperature più basse – concludevano i ricercatori su Pnas – potrebbero permettere la replicazione dei virus comuni del raffreddore, almeno in parte, diminuendo le risposte immunitarie contro i virus”. L’abbassamento delle temperature in inverno, aveva spiegato lo stesso team in occasioni precedenti, raffredderebbe le vie aeree abbastanza da permettere ai virus di proliferare. I cambiamenti nelle temperature influenzerebbero quindi la risposta immunitaria più che il comportamento del virus, come suggeriscono anche altri studi, anche se di per sé molti rhinovirus, per esempio, amerebbero le basse temperature, trovano un clima più adatto alla loro sopravvivenza nelle più fredde vie superiori.

In conclusione, più che il freddo i colpevoli andrebbero forse ricercati nel mix di fattori, ambientali, fisiologici, biologici e comportamentali (i nostri in primis) che si combinano quando calano le temperature. Ma in definitiva perché ci si ammali, o si corra il rischio di, serve sempre e soprattutto un solo fattore: aver incontrato il patogeno. Sulle mani del collega in ufficio, in metro o in fila alla posta poco importa.

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Sole vs Fotoepilazione: facciamo chiarezza

Una domanda  posta spesso da chi vorrebbe iniziare i trattamenti di fotoepilazione è la seguente: “ È vero che in estate non si possono fare ? “ La risposta è assolutamente negativa: certo che si possono fare. Ma spieghiamoci meglio: Si possono fare in tutta tranquillità, esponendosi in maniera intelligente ai raggi solari. Il sole non è così nemico dell’uomo, anzi è doveroso elencarne i benefici. Iniziamo dall’aumento della produzione di vitamina D , che insieme alla serotonina, formano una coppia formidabile nel ridurre lo stress e prevenire così la depressione (non siamo tutti più felici durante una bella giornata soleggiata?) Ma non solo…Il sole stimola l’incremento di testosterone negli uomini e progesterone nelle donne, creando un immediato benessere sia fisico che mentale e un aumento della libido. Inoltre aumenta le difese immunitarie ed è amico delle ossa, stimolando la produzione di calcio. E per ultimo, ma non meno importante, incide positivamente sulla qualità del sonno. La produzione di melatonina durante la notte contribuisce a regolarizzare l’equilibrio ormonale. Ora veniamo alla pelle. Le terapie a base di bagni di luce danno ottimi risultati sulla psoriasi , ormai famosa malattia cutanea che non ha una cura farmaceutica. Ma non è tutto sole quello che luccica! Gli eritemi e le macchie solari sulla pelle sono invece “incidenti” in cui si potrebbe incorrere nel caso di un’esposizione non ponderata ai raggi solari. È buona abitudine applicare sempre una crema con un fattore di protezione solare non inferiore a 50 fsp , sia se ci depiliamo sia che si usino metodi di epilazione come il laser o la luce pulsata. Il consiglio migliore rimane quello di proteggersi e continuare o iniziare così in tranquillità il percorso di fotoepilazione. Per Depilstop non c’è stagione!!!

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Peli incarniti? Spieghiamo il problema

I peli incarniti rappresentano un fastidioso disagio per tante persone, anziché fuoriuscire dalla pelle crescono arrotolati sotto cute oppure lateralmente. Non trovando “una via di fuga” rimangono intrappolati e causano irritazione, rossore e a volte anche pus…

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