Ce l'ho fatta per un pelo

Terzo capitolo

Il coraggio contro la paura

 

“La vita è per il 10% quel che ti succede e per il 90% come tu rispondi a quel che ti succede.”

(Charles Swindoll)

 L’uomo per natura è un essere restio ai cambiamenti. Di fronte alle grandi scelte, quelle che senti che ti rivoluzioneranno la vita, l’atteggiamento più comune e diffuso è quello di una spontanea resistenza.

Ad esempio, ti sei mai fermato a pensare a quali sensazioni hai provato quando hai preso in considerazione di voler cercare un nuovo lavoro per migliorare la tua vita?

Oppure quando hai valutato di trasferirti all’estero per inseguire il sogno di una vita migliore?

O di fare un investimento importante con la consapevolezza dell’incertezza del proprio passo?

Inevitabilmente ci si sente mancare il terreno sotto i piedi perché  “scegliere” implica dover prendere decisioni importanti per compiere i propri passi futuri.

 

E’ un dato di fatto che davanti ai mutamenti molte persone si irrigidiscono e oppongono resistenza, come se in automatico le innovazioni venissero  associate a qualcosa di sgradevole.

 

Per renderti ancora più semplice quello che voglio dire, ti faccio un esempio concreto. Pensa alla tua mente come ad un computer: per far sì che funzioni sono necessari un sistema operativo e dei programmi che ti consentano di fare tutte le operazioni da te desiderate.

Nel nostro esempio, il tuo sistema operativo “mentale” sono le strutture con cui formuli i tuoi giudizi, le modalità secondo le quali prendi le decisioni, le credenze che ti hanno “inculcato” fin da bambino e quelle che ti sei costruito durante il percorso delle tue esperienze.

I programmi invece sono i tuoi sogni ed i tuoi progetti. Alcuni di questi “programmi” si installeranno senza creare difficoltà al tuo sistema operativo perché saranno compatibili con il tuo modo di essere.

Il problema sorgerà quando dovrai o vorrai installare nella tua mente un sogno oppure un progetto estraneo, perché – così come per i computer – il tuo sistema operativo rischierà di andare in conflitto con le novità fino a rischiare il crash.

 

E’ evidente quindi che il cambiamento fa paura!

 

Nell’attività imprenditoriale, queste paure e tensioni sono tipiche dei primissimi momenti.

Nell’attimo stesso in cui decidi di diventare imprenditore, ti esporrai a cambiamenti e ti troverai a prendere un gran numero di decisioni. Quando inizia  a materializzarsi l’idea di investire del denaro per realizzare un progetto, si inizia ad avere paura ad esempio di perdere i propri risparmi, di non riuscire a coprire il finanziamento bancario per ripagare i propri investimenti, si ha timore nella scelta dei collaboratori a cui affidarsi, paura di non trovare fornitori affidabili e prodotti di qualità da offrire alla propria clientela….

La paura quindi è l’emozione che maggiormente prevale rispetto alle altre e può manifestarsi in diversi modi: la paura che si potrebbe provare nel trovarsi in una situazione di reale pericolo di vita o di morte, la paura che si prova di fronte ad una commissione d’esame, la paura di fronte alle piccole difficoltà quotidiane.

 

In un certo senso la paura può assumere varie forme e diversi livelli di intensità potendo variare dal terrore al semplice e puro stress.

Per intenderci quindi lo stress è paura!

 

 

“ Un giorno la paura bussò alla porta,

il coraggio andò ad aprire

e vide che non c’era nessuno”

(Martin Luther King)

 

Sicuramente chi di voi ha già realizzato qualcosa di importante  farà meno fatica a seguire questo mio discorso perché, quello su cui vorrei soffermare la vostra attenzione, non è qualcosa di palese e oggettivo, bensì qualcosa di nascosto nella mente di ognuno di noi.

Vi è mai capitato di aver fatto qualcosa di importante senza pensarci bene prima? Di aver preso una sana decisione che, se pensata, valutata, ponderata troppo, forse non avreste mai preso?

Ognuno di noi, ha più o meno coraggio e, di conseguenza, più o meno paura. A tal proposito io credo che le due cose siano inversamente proporzionali.

La paura non è altro che un’emozione e tutte le emozioni, in origine, sono neutre.

Siamo noi ad attribuire a ciascuna emozione un peso e un’importanza diversa, a seconda di quello che è il nostro “sistema operativo mentale” e il nostro vissuto.

Coraggio e paura sono quindi inversamente proporzionali: ma come si fa a far sì che il coraggio prevalga sulla paura?

Io non pretendo di insegnarti nulla, ma posso semplicemente raccontarti come ho imparato a gestire me stesso quando sono stato combattuto tra la cara vecchia paura e l’intrepido e scalciante coraggio.

Nel momento in cui mi rendo conto di essere davanti ad una situazione difficile, in cui è necessario prendere decisioni importanti, innanzitutto cerco di ricreare intorno a me l’ambiente neutro di cui vi ho già parlato.

Metto da parte tutte le influenze esterne, sia positive che negative, e provo a rendere il mio pensiero neutrale!

Cerca l’imperturbabilità!Con questo non intendo dire che non sia saggio chiedere o ascoltare i consigli di chi ci sta intorno. Semplicemente ti suggerisco di raccogliere opinioni, consigli e pareri, e di metterli per il momento in un cassetto a parte della tua mente, in modo da focalizzare tutta la tua attenzione sulla tua imminente decisione.

 

Per imparare a gestire la paura bisogna innanzitutto ammettere con se stessi, di trovarsi in una situazione di stress e che quindi si è in presenza di una forma di paura.

Non affrettatevi quindi nel trovare il coraggio e non abbiate subito paura.

Fermatevi, respirate!!

Potrebbe non essere semplice, specialmente se non si è allenati a farlo. Mettete in conto che questo potrebbe portar via del tempo.

Questa per me è la fase più entusiasmante: il momento in cui devo uscire dal mio guscio per fare un passo in avanti in un territorio nuovo.

Fra tutte le mie scelte, quella di abbandonare a ventiquattro anni il mio impiego a tempo indeterminato, ritengo sia stata la più coraggiosa.

All’epoca ho fronteggiato la contrarietà di tutti i miei amici; oggi so che quelle opinioni scaturivano dalle esperienze personali e dalle convinzioni di ciascuno di loro. I miei amici erano coetanei, qualcuno di loro faceva lavoretti occasionali, tanti studiavano ancora, altri non avevano ben chiaro nemmeno cosa avrebbero voluto diventare. Se avessi avuto amici con alle spalle esperienze positive e coraggiose, come quella che avevo in mente io, probabilmente proprio costoro mi avrebbero appoggiato, spingendomi con forza a compiere quel passo.

Dopo aver pianificato e realizzato il mio progetto, non crediate che non abbia vissuto attimi di ripensamento. Ci sono stati giorni in cui mi sono anche pentito del percorso intrapreso, giorni che non mi ritenevo all’altezza, ma in fondo ero supportato dalla mia sensazione fortissima di essere sulla strada giusta.

 

Avviare il mio primo centro Depilstop, aprire una partita Iva e diventare imprenditore, mi ha spaventato eccome!

Ma  cinque anni prima mi ero già trovato nella situazione analoga di lasciare il certo per l’incerto, per cui, ora, avevo la consapevolezza di potercela fare.

Il confronto con i miei limiti e le mie risorse, mi ha costretto a crescere e basare le mie scelte sulla responsabilità delle mie decisioni.

 

Trovare quindi il coraggio di effettuare una selezione tra più alternative, ti aiuta a crescere: questa è l’esperienza più stimolante che puoi fare per te stesso.

  

“Agisci ora. Più tardi, sarà solo tardi.”

(Stephen Littleword)

 FINE TERZO CAPITOLO

Vuoi continuare la lettura del libro?

Basta pagare 5€ per la spedizione

Il libro te lo regaliamo noi

l'offerta scade tra poco